Come leggere le sigle dei cavi: guida al sistema CEI UNEL 35011

Nel lavoro di tutti i giorni – che tu sia un progettista, un installatore o un addetto agli acquisti – le sigle dei cavi elettrici sono il pane quotidiano. Si trovano nei capitolati, nelle distinte materiali e sulle guaine stesse dei prodotti. Eppure, dietro a quelle che sembrano semplici sequenze di lettere e numeri, si nasconde una vera e propria "grammatica" tecnica. Noi di SADA CAVI sappiamo quanto sia fondamentale scegliere il prodotto giusto senza margine di errore. Per questo, oggi vogliamo fare chiarezza sul sistema di designazione italiano CEI UNEL 35011, partendo dalle basi, mostrando alcuni esempi di sigle, fino ad arrivare a smontare uno dei codici più famosi: il cavo FG16R16.

Cos'è il sistema di designazione CEI UNEL 35011?

Il sistema CEI UNEL 35011 è lo standard normativo italiano utilizzato per dare un "nome e cognome" ai cavi elettrici per energia e segnalamento.

Invece di usare descrizioni lunghe e complesse, questa norma stabilisce una codifica basata su blocchi sequenziali di lettere e numeri. L'idea è brillante nella sua semplicità: leggendo la sigla da sinistra verso destra, si descrive il cavo partendo dal suo "cuore" (il conduttore metallico) per arrivare fino alla sua "pelle" (la guaina esterna).

Questa codifica permette a chiunque nel settore di capire immediatamente le caratteristiche costruttive del cavo. I blocchi principali seguono generalmente questo ordine:

  1. Natura e flessibilità del conduttore: Indica il materiale (rame o alluminio) e se il filo è rigido, flessibile o massiccio.
  2. Isolamento: Definisce il materiale che avvolge direttamente il metallo per isolarlo (es. PVC, gomma, mescole LS0H).
  3. Forma e assemblaggio: Lettere aggiuntive che indicano se il cavo è rotondo, piatto, o se possiede anime concentriche.
  4. Schermature o armature: Indica la presenza di protezioni meccaniche (acciaio) o elettromagnetiche (rame).
  5. Guaina esterna: Descrive l'ultimo strato visibile, quello a contatto con l'ambiente esterno.

Nota dell'esperto SADA CAVI: Ricorda che il sistema CEI UNEL è un sistema nazionale. Se incontri un cavo la cui sigla inizia con la lettera H (es. H1Z2Z2-K per il fotovoltaico), ti trovi di fronte al sistema Armonizzato Europeo (HD 361), che segue regole di composizione diverse.

La struttura dei codici dei cavi

Ecco alcuni esempi per comprendere come è strutturato questo sistema, diviso in "blocchi" sequenziali:

1. Natura e flessibilità del conduttore

È il punto di partenza (quello che nell'articolo precedente era stato erroneamente chiamato "famiglia"). Indica la natura e il grado di flessibilità del conduttore:

  • A: Alluminio (es. un cavo in alluminio inizierà con A).
  • F: a corda flessibile rotonda.
  • R: a corda rigida rotonda.
  • U: rigido a filo unico.

Nota: Se non c'è la lettera "A", il conduttore è sempre sottinteso in rame.

2. Isolamento

Descrive il materiale che avvolge direttamente il conduttore per isolarlo elettricamente:

  • G16: Gomma etilenpropilenica ad alto modulo (HEPR) - CPR.
  • R / R2: Polivinilcloruro (PVC).
  • S17: PVC avente temperatura caratteristica di 70°C (CPR).

3. Conformazione (o forma) del cavo

Indica come sono riunite le anime all'interno di un cavo multipolare:

  • O: Anime riunite, con o senza riempitivi, per formare un cavo rotondo.
  • D: Anime affiancate parallele (avo di forma piatta).
  • X: Anime riunite ad elica visibile.

Nota: nessun simbolo = cavi unipolari

4. Eventuali Schermature o Armature

Se il cavo ha protezioni meccaniche o elettromagnetiche aggiuntive, si inseriscono qui:

  • H2: schermo a treccia o calza di rame
  • A: Armatura a treccia o calza metallica (protezione contro gli urti o i roditori).

5. Guaina esterna

L'ultimo strato visibile del cavo, quello che lo protegge dall'ambiente circostante:

  • R16:  Mescola di PVC (CPR)
  • M16: Mescola termoplastica a basso sviluppo di fumi e acidità (CPR).

Un esempio pratico: decodifichiamo il cavo FG16R16

Per capire davvero come funziona la norma CEI UNEL 35011, applichiamola a uno dei cavi per energia a bassa tensione (0,6/1 kV) più richiesti e utilizzati negli impianti moderni conformi al regolamento CPR: il famigerato FG16R16.

Sezioniamo la sigla blocco per blocco:

  • F – Il Conduttore: La prima lettera indica l'anima del cavo. "F" sta per conduttore a corda flessibile (sottinteso in rame). Se fosse stato in alluminio, avremmo trovato una "A" all'inizio della sigla.
  • G16 – L'Isolamento: Il secondo blocco descrive il rivestimento diretto del filo di rame. "G16" indica una speciale gomma etilenpropilenica ad alto modulo a basso sviluppo di fumi ed acidità avente temperatura caratteristica di 90°C. Il numero "16" non è una classe a sé stante, ma fa parte del codice della mescola normalizzata per i cavi che rientrano nel quadro normativo CPR (Regolamento Prodotti da Costruzione).
  • R16 – La Guaina: L'ultimo blocco definisce il rivestimento protettivo esterno. "R16" sta a indicare una guaina a base di Polivinilcloruro (PVC), anch'essa appartenente alla famiglia di mescole introdotte specificamente per rispondere ai requisiti di reazione al fuoco previsti dal CPR.

E se trovassi scritto FG16OR16?
Spesso potresti incontrare questo codice con una "O" nel mezzo. Nessun mistero: seguendo la regola del terzo blocco, la lettera O indica semplicemente che le anime interne sono riunite per dare al cavo una forma rotonda.

Contatta SADA CAVI

Conoscere il sistema CEI UNEL 35011 non è solo un esercizio di memoria, ma uno strumento pratico per lavorare con maggiore sicurezza, evitando errori di fornitura o installazioni non conformi alle normative.

In SADA CAVI, il nostro team tecnico è sempre a disposizione per aiutarti a "tradurre" le richieste dei capitolati e per guidarti nella scelta del cavo più adatto – e normativamente corretto – per il tuo specifico progetto.

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