Sigle dei cavi per automazione industriale: come leggerle e scegliere quello giusto

Nel nostro precedente articolo abbiamo visto come interpretare le sigle dei cavi secondo il sistema italiano CEI UNEL 35011, mentre nel secondo abbiamo approfondito il sistema armonizzato europeo HD 361 S4. Ma c’è un momento in cui queste sigle smettono di essere solo una codifica tecnica e diventano uno strumento di scelta concreto: quello dell’automazione industriale. All’interno di un impianto, leggere correttamente una sigla significa capire se un cavo è davvero adatto all’applicazione in cui verrà installato, in termini di prestazioni, durata e affidabilità.

Sigle dei cavi per automazione industriale

Automazione industriale: un contesto applicativo specifico

L’automazione industriale introduce condizioni ben precise: movimento continuo, torsioni, vibrazioni, presenza di oli e spazi spesso ridotti. In questo scenario, ogni elemento della sigla contribuisce a descrivere il comportamento del cavo in esercizio.

Per questo motivo, leggere correttamente il codice significa collegare le caratteristiche tecniche all’utilizzo reale.

Le caratteristiche chiave da leggere nelle sigle

1. Flessibilità del conduttore

Uno dei primi elementi da considerare è la flessibilità. Le classi di conduttore, come classe 5 o classe 6, indicano il livello di adattabilità del cavo al movimento. Un conduttore composto da fili più sottili garantisce una maggiore flessibilità e una migliore resistenza ai cicli ripetuti, caratteristica essenziale nelle applicazioni dinamiche.

2.Materiali di isolamento e guaina

Le lettere presenti nella sigla identificano anche i materiali utilizzati per isolamento e guaina. Questo aspetto è particolarmente rilevante negli ambienti industriali, dove il cavo può essere esposto a condizioni gravose.

Materiali come il PVC rappresentano una soluzione standard, mentre il poliuretano (PUR) offre una maggiore resistenza ad abrasione e oli. Anche il TPE viene utilizzato in alcune applicazioni per le sue proprietà elastiche e flessibili.

La scelta del materiale influisce direttamente sulla durata del cavo e sulla sua capacità di mantenere le prestazioni nel tempo.

3.Idoneità al movimento

Un altro aspetto fondamentale è capire se il cavo è progettato per muoversi oppure no. Esistono cavi pensati per posa fissa e altri sviluppati per applicazioni dinamiche, inclusi quelli destinati a movimento continuo all’interno di catene portacavi.

Questa informazione non sempre è immediata, ma è determinante per evitare usi non corretti.

4.Schermatura e compatibilità elettromagnetica

In presenza di inverter, motori e azionamenti, la compatibilità elettromagnetica diventa un tema centrale. Alcune sigle indicano la presenza di schermature, come nel caso dei cavi con designazione CY o CP, dotati di treccia metallica.

La schermatura ha il compito di proteggere il segnale da interferenze esterne, contribuendo alla stabilità e al corretto funzionamento dell’impianto.

5.Tensione nominale e riferimenti normativi

Elementi come H05 o H07 indicano la tensione nominale e il riferimento normativo del cavo, già approfonditi negli articoli precedenti. Anche in ambito industriale restano un punto di riferimento, ma vanno sempre interpretati insieme alle caratteristiche meccaniche e ambientali.

Esempio pratico: come leggere una sigla reale

Per rendere più concreto quanto visto finora, analizziamo un caso reale: SADATRAY CHAIN TC-ER CIC UL LISTED.
Il nome SADATRAY CHAIN identifica una famiglia di cavi progettata per applicazioni industriali dinamiche, in particolare per l’utilizzo in catene portacavi.

La sigla TC-ER (Tray Cable – Exposed Run) indica un cavo certificato per installazione in passerelle portacavi, con possibilità di utilizzo anche a vista, secondo standard nordamericani.

La dicitura CIC (Control and Instrumentation Cable) indica che si tratta di cavi progettati per il trasporto di segnali di controllo e di misurazione (strumentazione) in ambienti industriali che rispettano gli standard CSA C22.2.

Infine, UL LISTED certifica che il cavo è conforme agli standard di sicurezza di Underwriters Laboratories, riferimento importante per applicazioni industriali e mercati internazionali.

Nel complesso, la sigla descrive un cavo pensato per ambienti industriali, adatto al movimento, facilmente installabile e conforme a standard riconosciuti.

Errori comuni da evitare

Nella pratica, alcuni errori sono ricorrenti: scegliere il cavo solo in base al prezzo, utilizzare soluzioni da posa fissa in applicazioni dinamiche o sottovalutare la schermatura. Anche l’ambiente di installazione viene talvolta trascurato, con conseguenze che emergono solo nel tempo, quando l’impianto è già operativo.

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Il mondo dell’automazione industriale sarà protagonista anche a SPS Italia 2026, dove SADA CAVI sarà presente con le proprie soluzioni dedicate. Sarà l’occasione per vedere da vicino i cavi per automazione, approfondirne le caratteristiche tecniche e comprendere meglio come le sigle si traducano in applicazioni reali all’interno degli impianti.

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